I templi della fede


I TESORI DELLA CATTEDRALE DI PAVIA E DELLA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO

La fondazione della Cattedrale pavese, il 29 giugno 1488, segna l’avvio di una sperimentazione architettonica assolutamente innovativa, basata sulla composizione monumentale di un organismo a pianta centrale, sormontato da una cupola. La presenza di Bramante in cantiere, cui si deve l’idea generale del progetto e la geniale soluzione della forma dei pilastri, il riferimento a Leonardo da Vinci e a Francesco di Giorgio Maritini, (chiamati alla fabbrica nel 1490 come consulenti tecnici) fanno di questo monumento un punto di riferimento imprescindibile per la storia dell’architettura del XVI secolo e un modello determinante per il progetto bramantesco del San Pietro Vaticano.
La relazione tra la Cattedrale pavese e quella romana si istituisce prima di tutto attraverso la figura di Bramante: le affinità strutturali tra i due progetti nascono dalla stessa organizzazione rigorosa dello spazio, secondo stringenti logiche modulari, frutto di una meditazione molto profonda sui modelli antichi e primo quattrocenteschi. A questo dato comune va aggiunto il medesimo volere di committenti di altissimo profilo culturale, capaci di esprimere l’immagine del proprio potere sostenendo progetti architettonici rivoluzionari.
L’affinità elettiva che lega i due monumenti genera l’occasione per riflettere su un contesto artistico ricchissimo che questa mostra vuole brevemente illustrare.
Si espongono oggetti che in vario modo determinano suggestioni visive, storiche e culturali, per recuperare alcuni momenti della vicenda della fabbrica romana e coglierne le peculiarità attraverso i suoi momenti salienti: dall’edificio paleocristiano alla fondazione moderna, sotto l’egida di grandi pontefici committenti che chiamano al loro servizio i più eminenti artisti attivi in Italia nel Cinquecento.
Parallelamente la Cattedrale pavese, che nella sua cripta medievale ospita l’esposizione, cresce nelle forme architettoniche dal XVI al XX secolo. Alla maturazione dello spazio si affianca progressivamente il tesoro delle suppellettili, degli arredi e delle vesti, che, nati da stimoli e modelli artistici diversi, concorrono a creare la meraviglia di un monumento e la storia della liturgia che in esso si è sviluppata.
Oggi questi oggetti, frammenti di un mondo artistico che nasce e cresce intorno alla Fabbrica e al Capitolo della Cattedrale, si integrano nello spazio della Cripta di Santa Maria del Popolo, “contenitore” dell’esposizione, ma anche meraviglioso “oggetto”, da ammirare nella sua stratificazione storica e nei lacerti archeologici che lo completano.
Emanuele Domenico Vicini

INFO E PRENOTAZIONI

SEDE DELLA MOSTRA
Cripta di santa Maria del Popolo, Cattedrale di Pavia - Piazza Duomo
tel. 0382.386511 - fax 0382.386525

DATE
5 aprile - 31 maggio 2011

ORARI
da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.30
sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.30
domenica dalle 14.30 alle 17.30
lunedì chiuso

BIGLIETTI
intero: 8 euro
ridotto: 3 euro (gruppi sopra le 15 persone, scuole e ragazzi dai 6 ai 14 anni)
Prenotazione consigliata per i partecipanti. LINK

AGEVOLAZIONI
visitatori con biglietto della mostra del Collegio Borromeo di Pavia “I templi della Sapienza” o con il biglietto della mostra dei Musei Civici di Pavia “Leonardeschi”: 6 euro

GRUPPI
Prenotazione obbligatoria per scolaresche che contano più di 15 partecipanti (e che usufruiscono di un ingresso gratuito ogni 15)

Ingresso gratuito per gli studenti delle classi della scuola primaria e secondaria di primo grado che aderiscono al progetto coordinato dal Comune di Pavia sulla Cattedrale.

SERVIZIO DI ACCOMPAGNATORI ALLA MOSTRA
è possibile prenotare una visita guidata
Per ogni contatto la mail è: museo@diocesi.pavia.it


La presentazione di mons. Vescovo
La raccolta di tesori esposti nella Cripta di Santa Maria del Popolo consente di accostare frammenti della produzione artistica di due fabbriche molto diverse e per vari aspetti lontane: la Cattedrale di Pavia e la Basilica Petrina. Esse sono collegate idealmente dalla personalità di Carlo Borromeo e dalle vicende storiche da lui segnate con indelebile efficacia. Festeggiamo infatti i 450 anni del Collegio, intitolato al Cardinale Arcivescovo di Milano. Come è noto egli, da giovane, ha vissuto nella nostra città come studente; poi fautore del Concilio di Trento e coraggioso riformatore della Chiesa Cattolica, ha dato l’esempio ai vescovi residenziali della necessità di essere presenti nelle diocesi loro affidate.
Quella regola e la testimonianza del Borromeo trovano corrispondenza nel ritorno ad abitare il vescovado di Pavia da parte del vescovo Ippolito De Rossi. Quindi il Cardinale Carlo ricorda la sua esperienza giovanile a Pavia e, da pastore attento alla necessità della cultura e della formazione dei giovani, fonda il Collegio Borromeo.
Ecco il legame tra alcune delle opere esposte e il senso dei manufatti realizzati per altri vescovi di Pavia. Tutto ciò che trova spazio nella raccolta è testimonianza di alto valore storico e ci aiuta a ricordare come il culto, con i suoi riti, è invito alla contemplazione del mondo dello spirito. Per questo è importante riconoscere la bellezza delle forme, nelle opere dell’uomo e nelle meraviglie della natura. Al fedele che viene chiamato alla preghiera e che ripercorre i gesti di Cristo nei sacramenti della salvezza, è offerta dalla Chiesa la possibilità di incontrare una armonia e una cura dei particolari che alludono alla vicenda di Cristo, colui che con la bellezza della sua parola, dei suoi gesti, della sua vita, salva il mondo.
Godiamo allora, negli ambienti riaperti che costituivano la Cripta di Santa Maria del Popolo, la piena ed efficace fruizione di armonie e atmosfere, di oggetti e accostamenti che consentono di riflettere sul senso vero e profondo dell’arte cristiana. Allo stesso tempo riconosciamo che l’amore al bello, nella tradizione cattolica, sempre si sposa con l’invito alla conversione personale e comunitaria ad entrare nella chiamata evangelica alla testimonianza.
+ Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia