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Responsabile: sac. Gian Pietro Maggi Tel.: 0382.386511 Fax: 0382.386530 e-mail: coordinatorepastorale@diocesi.pavia.it Orari: da lunedì a sabato dalle 9.00 alle 12.00 Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi dai 7 ai 14 anni Riferimenti: Rito dell'Iniziazione Cristiana (R.I.C.A.) C.E.I. L'Iniziazione Cristiana n°2, 1999 (I.C. 2) C.E.I. Io sono con voi, Roma 1992 C.E.I. Venite con me, Roma 1992 C.E.I. Sarete miei testimoni, Roma 1991 01-I genitori (o coloro che ne fanno le veci) di colui che desidera ricevere i Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana scrivono una lettera al vescovo (tramite il parroco) dove presentano il candidato e le motivazioni della richiesta degli stessi Sacramenti dell'iniziazione Cristiana (cfr. I.C. 2 n.29). 02-Con il consenso scritto del Vescovo prende avvio il periodo di precatecumenato. 03-Per il periodo di precatecumenato si faccia riferimento a I.C. 2 n. 39 presentando, attraverso la lettura di qualche episodio del Vangelo, la figura di Gesù (si veda in particolare ciò che viene detto ai nn. 31 e 32 di I.C. 2). 04-Il Parroco, valutato insieme ai genitori (o a coloro che ne fanno le veci) e al catechista il cammino del candidato, comunica con una lettera al Vescovo il giudizio emerso e, con il consenso scritto del Vescovo stesso, accoglie nel cammino del catecumenato colui che ha così concluso il precatecumenato. 05-Prima tappa del catecumenato è l'amnmissione (I.C. 2 n. 40 41) il cui rito è riportato in R.I.C.A. n. 314 329. 06-I contenuti delle catechesi si attingano dal Catechismo per l'Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi (C.E.I. 1991) secondo quanto è detto al n. 34 di I.C. 2. (L'itinerario di catechesi [per coloro che non possono inserirsi nel cammino dei coetanei che stanno per accostarsi al sacramento della Penitenza, dell'Eucarestia e della Confermazione] comprenda almeno questi punti: -Vieni e seguimi Venite con me p. 6-18 -Sulla via di Gesù Sarete miei testimoni p. 27-42 -Resta con noi, Signore Venite con me p. 124-134 -Siamo figli di Dio Io sono con voi p. 108-122 -Confermati dal dono dello Spirito Sarete miei testimoni p. 95-120 -Andiamo alla cena del Signore Io sono con voi p. 124-138 -Perdonaci, Signore Io sono con voi p. 158-174 -Credo la Chiesa Venite con me p. 136-146 -La Chiesa vive nel mondo Sarete miei testimoni p. 77-94) 07-Nel cammino che segue l'ammissione hanno luogo le “consegne” dette al n. 41 di I.C. 2 secondo quanto suggerisce R.I.C.A. al n. 312. 08-Possibilmente all'inizio della Quaresima dell'ultimo anno di catecumenato ha luogo la seconda tappa dello stesso catecumenato: l'elezione (I.C. 2 n. 42). Il rito con i necessari adattamenti può essere quello del R.I.C.A. n. 314-329. 09-Dopo l'elezione, in prossimità della celebrazione degli stessi sacramenti dell'Iniziazione Cristiana, si tengono gli “scrutini o riti penitenziali” (R.I.C.A. n. 330 342) 10-La terza tappa del catecumenato è il vertice dell'Iniziazione Cristiana e consiste nella celebrazione dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Eucaristia (R.I.C.A. n. 343 368). 11-La data della celebrazione dei sacramenti dell'Iniziazione Cristiana viene concordata dal parroco con il Vescovo che preferibilmente amministra di persona gli stessi sacramenti dell'Iniziazione Cristiana nella Veglia Pasquale (I.C. 2 n. 46). 12-Il Parroco, valutata l'opportunità suggerita al n. 55 di I.C. 2, può amministrare il solo Battesimo chiedendo all'Ordinario la dispensa dal consueto iter dell'Iniziazione Cristiana. 13-Qualora fosse un sacerdote a conferire il sacramento della Confermazione è necessario che questi abbia la delega vescovile. 14-Per stabilire la data del conferimento dei sacramenti dell'Iniziazione Cristiana il parroco esamina con il Vescovo quanto è detto al n. 47 di I.C. 2. (1) 15-Durante il periodo di mistagogia (tempo nel quale il neofita è invitato a familiarizzarsi sempre di più con la vita cristiana e i suoi impegni di testimonianza [ I.C. 2 n. 48]) ha luogo la preparazione al sacramento della Penitenza (I.C. 2 n. 49)(2) (Si approfondisca: -Maestro che devo fare Venite con me p. 70 -90) 16-Il parroco valuti gli “itinerari differenziati per l'Iniziazione cristiana” riportati ai n. 52 56 di I.C. 2. (3) NOTE 1: n. 47 di I.C. 2 La data di celebrazione dei sacramenti sarà stabilita tenendo presente: -l'idoneità del fanciullo a condurre una vita cristiana proporzionata alla sua età; -lo sviluppo dell'itinerario catechistico, che deve potersi svolgere in modo ordinato, senza essere condizionato da una data fissata precedentemente; -la necessità di prevedere dopo l'iniziazione cristiana un periodo sufficiente perché i neofiti facciano l'esperienza nella Chiesa della vita sacramentale; per questo è da sconsigliare la celebrazione dei sacramenti dell'iniziazione a conclusione dell'anno scolastico; -l'opportunità di riunire insieme i fanciulli che devono ricevere l'iniziazione cristiana e i loro compagni che devono completare l'iniziazione cristiana con il sacramento della confermazione e con quello dell'eucaristia (R.I.C.A. 310). 2: n. 49 di I.C. 2 Nel tempo della mistagogia i neofiti continuano la formazione penitenziale e si preparano a celebrare comunitariamente il sacramento della penitenza, seconda tavola di salvezza dopo il battesimo, ripresa e affinamento della corrispondenza alla grazia battesimale. Il neofita dovrà essere accompagnato dalla comunità concretamente dal gruppo in seno al quale si è preparato a fare proprio l'impegno della celebrazione eucaristica domenicale e a continuare la sua formazione cristiana nell'età della adolescenza e della giovinezza… 3: n. 52 di I.C. 2 La comunità cristiana, consapevole delle difficoltà di vivere la fede nel contesto sociale e culturale odierno, e convinta del grande aiuto che può provenire ai fanciulli dalla famiglia, dai coetanei e dagli adulti, li conduce all'esperienza della vita cristiana, secondo una materna cura pedagogica che porti la loro fede iniziale a prendere radici. Offre ad essi itinerari che tengano conto della loro età, psicologia, esperienza religiosa, della situazione familiare, dall'ambiente parrocchiale, del cammino formativo dei loro coetanei. n. 53 di I.C. 2 Gli itinerari possono essere diversificati secondo le circostanze. Si atterranno però alle seguenti indicazioni: a) ai fanciulli e ai ragazzi sopra i sette anni si diano i sacramenti dell'iniziazione cristiana solo dopo un vero e proprio cammino catecumenale (R.I.C.A. 306-307); b) tale cammino è bene che ordinariamente si compia in un gruppo insieme ai coetanei già battezzati che si preparano alla Cresima e alla prima comunione (R.I.C.A. 308 a); c) ai fanciulli e ragazzi catecumeni, per quanto è possibile, si conferiscano insieme i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana, facendone coincidere la celebrazione con l'ammissione dei coetanei già battezzati alla confermazione e alla prima comunione (R.I.C.A. 310 e 344); d) i fanciulli e i ragazzi catecumeni siano accompagnati, pur nella varietà delle situazioni, dall'aiuto e dall'esempio anche dei loro genitori, il cui consenso è richiesto per l'iniziazione e per vivere la loro futura vita cristiana; il tempo dell'iniziazione offrirà alla famiglia l'occasione di avere 8 positivi colloqui con i sacerdoti e con i catechisti (R.I.C.A. 308 b); e) la mistagogia sia curata come tempo indispensabile, al fine di familiarizzare i ragazzi alla vita cristiana e ai suoi impegni di testimonianza (R.I.C.A. 369). n. 54 di I.C. 2 L'itinerario di iniziazione cristiana, della durata di circa quattro anni, può opportunamente attuarsi insieme a un gruppo di coetanei già battezzati che, d'accordo con i loro genitori, accettano di celebrare al termine di esso il completamento della propria iniziazione cristiana. Intorno agli 11 anni, possibilmente nella Veglia pasquale, i catecumeni celebrano i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana, mentre i coetanei già battezzati celebrano la confermazione e la prima eucaristia (R.I.C.A. 310). n. 55 di I.C. 2 L'itinerario di iniziazione cristiana può assumere anche un'altra forma, in linea con la prassi pastorale attualmente in uso in Italia. I fanciulli catecumeni, dopo circa due anni di cammino, ricevono il battesimo e l'eucaristia (R.I.C.A. 344), quando i loro coetanei sono ammessi alla Prima Comunione, e ciò preferibilmente in una domenica del tempo pasquale. Quindi, insieme, almeno per altri due anni, proseguono il cammino di preparazione per ricevere la confermazione. n. 56 di I.C. 2 Alla celebrazione dei tre sacramenti dell'iniziazione fa sempre seguito la mistagogia, che dura circa un anno, durante la quale i ragazzi approfondiscono i misteri celebrati, si consolidano nella vita cristiana e si inseriscono pienamente nella comunità. Iniziazione cristiana degli adulti Riferimenti: Rito dell'Iniziazione Cristiana degli adulti (R.I.C.A.) C.E.I. L'Iniziazione cristiana n° 1, 1997 (I.C. 1) Catechismo della Chiesa Cattolica (C.C.C), L.E.V. 1992 C.E.I. Io ho scelto voi, L.E.V. 1993 C.E.I. Venite e vedrete, L.E.V. 1997 Catechismo della Chiesa Cattolica Compendio, E.P. 2005 01-Colui che desidera ricevere i Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana scrive una lettera al parroco (o al Vescovo) dove presenta se stesso e le motivazioni che lo spingono a questa richiesta. 02-Se la domanda è stata inoltrata al parroco, questi informa per iscritto il Vescovo allegandovi la lettera di colui che desidera ricevere i Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana. 03-Con il consenso scritto del Vescovo prende avvio il periodo di precatecumenato. 04-Al Vescovo verranno pure segnalati: il garante (R.I.C.A. n. 42) e il catechista che accompagneranno colui che ha richiesto gli stessi Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana. 05-Per il precatecumenato si vedano i numeri dal 56 al 61 dell'I.C. 1. (1) 06-In questo primo annuncio del mistero cristiano si usi preferibilmente il vangelo secondo Marco. 07-La durata del precatecumenato richiede almeno alcuni mesi (I.C. n. 61). 08-Al termine del precatecumenato il parroco comunica per iscritto al Vescovo il suo giudizio sul cammino percorso (R.I.C.A. n. 16) 09-Il parroco fissa con il Vescovo la data dell'ammissione al catecumenato. 10-Il R.I.C.A. (dal n. 68 al n. 97) riporta il rito dell'ammissione al catecumenato. 11-Per l'ammissione al catecumenato si veda anche: I.C. 1 n. 30; n. 62; n. 63; n. 64. (2) 12-Dopo che il candidato è stato ritenuto idoneo ad essere ammesso al catecumenato inizia la catechesi che approfondisce gli argomenti (tratti dal C.C.C.) di seguito indicati: La professione della fede Sezione II: La professione della fede cristiana pag. 65 cap. I Io credo in Dio Padre pag. 69 cap. II Credo in Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio pag. 119 cap. III Credo nello Spirito Santo pag. 190 La celebrazione del mistero cristiano Sezione I: L'economia sacramentale cap. II La celebrazione sacramentale del Mistero Pasquale pag. 302 Sezione II: “I sette Sacramenti della Chiesa” cap. I I Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana pag. 321 cap. II I Sacramenti di guarigione pag. 368 cap. III I Sacramenti del servizio della comunione pag. 394 cap. IV Le altre celebrazioni liturgiche pag. 426 La preghiera cristiana Sezione II: La preghiera del Signore: “Padre nostro” articolo 1 “La sintesi di tutto il Vangelo” pag. 669 articolo 2 “Padrenostro che sei nei cieli” pag. 673 articolo 3 Le sette domande pag. 679 (Per una sintesi dei suddetti argomenti: -Dal Catechismo della Chiesa cattolica Compendio: La professione della fede cristiana pag. 23-61 L'economia sacramentale pag. 67-95 La preghiera del Signore pag. 155-158 -Da Venite e vedrete: Il Credo pag. 190 L'Unzione degli infermi pag. 272 L'ordine pag. 232 Il Matrimonio pag. 348 Il Padre nostro pag. 138 -Da Io ho scelto voi: Il Battesimo pag. 224 La Cresima pag. 283 L'Eucarestia pag. 150 La Riconciliazione pag. 92) 13- La durata del catecumenato la si concorda con il Vescovo tenendo conto di quanto si dice al n. 72 dell'I.C. 1. 14-Per la consegna del “Simbolo” (R.I.C.A. n. 183-187) si tenga conto del suggerimento di I.C. 1 n. 69. 15- Possibilmente nella Quaresima che culminerà con la celebrazione dei Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana, hanno luogo: -il rito dell'elezione (R.I.C.A. n. 133-151) seguendo le indicazioni date da I.C. 1 ai n. 73, 74, 75 -gli scrutini: nelle domeniche III, IV e V (R.I.C.A. n. 152-180) -entro la settimana successiva al I scrutinio ha luogo la consegna del “Simbolo” (R.I.C.A. n. 183-187) e in quella successiva al III scrutinio la consegna del “Padre nostro” (R.I.C.A. n. 188-192) -al sabato santo: la riconsegna del “Simbolo”, del “Padre nostro” e il rito dell' “effatà” secondo R.I.C.A. n. 193-202 (I.C. 1 n. 78) 16-Preferibilmente il Vescovo amministra i Sacramenti 12 dell'Iniziazione Cristiana nella Veglia Pasquale (I.C. 1 n. 79). 17-Qualora fosse un sacerdote ad amministrare la Cresima è necessario che questi abbia la delega vescovile. 18-Dopo la celebrazione dei sacramenti dell'Iniziazione Cristiana si invitino i neofiti a partecipare ad un adeguato tempo di mistagogia (I.C. 1 n.39) approfondendo i dieci comandamenti (C.C.C. parte terza, sezione seconda p.p. 518 616 [Per una sintesi vedi: -Dal C.C.C.Compendio: pag. 17 -138 -Da Venite e vedrete I dieci comandamenti pag. 314]) NOTE 1: n. 56 di I.C.1 Per favorire apertura e disponibilità al dono della fede, la comunità parrocchiale è chiamata in primo luogo a promuovere un'adeguata azione missionaria per testimoniare la vita cristiana, incontrare quanti sono lontani dalla fede e avvicinarli a Cristo, aiutare quanti manifestano propensione per la scelta cristiana ea muovere i primi passi nella fede. La cura pastorale si rivolge ad ogni simpatizzante per offrire un'accoglienza sincera e fraterna, fatta di calore umano, di attenzione alla vita e alla storia personale di ognuno, di ascolto e rispetto dei problemi e degli interrogativi di ogni persona, di proposta evangelica coraggiosa e convincente, ma anche di attesa paziente. Particolare attenzione si richiede in questa fase alla cultura e alla religione da cui il simpatizzante proviene (ambiente rurale o urbano, paesi occidentali secolarizzati o dell'est europeo, religioni orientali o tradizionali, Islam, ecc.) in modo da capire le sue motivazioni e adattare l'annuncio alle sue attese e alle sue domande. Attenzione e discernimento sono oggi richiesti per la situazione coniugale del simpatizzante, per ovviare a possibili equivoci e assicurarsi dell'esistenza e della validità di evntuali vincoli e della possibilità che egli avrà, una volta battezzato, di vivere in conformità con il Vangelo. Insieme a questa essenziale accoglienza a livello personale, è opportuno prevedere anche una prima accoglienza nella comunità cristiana di colui che manifesta una certa propensione per la fede. Senza un rito particolare, il simpatizzante viene presentato in una idonea riunione della comunità, che insieme all'accompagnatore può essere formata da catechisti, amici e conoscenti, alcuni membri della parrocchia e dal sacerdote. Egli viene salutato e accolto con fraternità, in un contesto di amicizia, di dialogo e preghiera. Può essere questo il momento di affidare il simpatizzante al catechista incaricato del primo annuncio. n. 57 di I.C.1 L'itinerario formativo in questa prima fase dell'iniziazione cristiana dovrà essere personalizzato e adattato alla situazione sociale, culturale e religiosa del candidato. Per questo assumono grande rilevanza l'incontro personale e la vicinanza del garante, del catechista ed anche del sacerdote per aiutare il simpatizzante a discernere la sua scelta cristiana, per incoraggiarlo, illuminarlo e sostenere l'iniziale cammino di fede. Compete soprattutto al parroco verificare ed eventualmente rettificare le motivazioni dell'adesione al cristianesimo del nuovo credente. n. 58 di I.C.1 L'accompagnamento del garante e del catechista, gli incontri del simpatizzante con il sacerdote e il diacono, con famiglie cristiane e gruppi ecclesiali della parrocchia sono esperienze diversificate e complementari per la crescita spirituale di chi desidera diventare cristiano: aiutano a chiarire e motivare la scelta cristiana, sono occasioni di confronto e dialogo su contenuti e comportamenti evangelici, diventano sostegno e incoraggiamento al cammino di conversione, favoriscono la scoperta della preghiera e dell'incontro con il Signore, costituiscono iniziali esperienze della comunità cristiana. Il popolo di Dio, impegnandosi a sostenere il cammino dei simpatizzanti attraverso la testimonianza, l'ospitalità, la preghiera, dovrà lasciarsi arricchire dalla presenza e dal dono di ogni nuovo credente. n. 59 di I.C.1 Tratto fondamentale di questa tappa è il primo esplicito annuncio del messaggio di salvezza. Per questo il precatecumenato è il tempo della evangelizzazione, che ha lo scopo di condurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, i non cristiani ad una prima sincera fede-adesione a Dio in Cristo, ad una iniziale conversione, alla assimilazione dei primi elementi della dottrina cristiana e, nello stesso tempo, a maturare la seria volontà diseguire Cristo e di chiedere il Battesimo. È il tempo del “primo annuncio”, la “buona notizia”, che è proclamazione del Dio vivo, di Gesù Cristo morto e risorto e della sua salvezza. In questo primo annuncio non possono mancare alcuni contenuti essenziali: Gesù Cristo vero uomo e vero Dio, rivelatore del Padre, del suo amore e del suo disegno salvifico, la sua predilezione per i piccoli, i poveri e i peccatori, la sua morte e risurrezione per noi, la promessa dello Spirito santo, la comunione e la fraternità tra coloro che aderiscono a lui, la necessità di credere in lui per avere la vita eterna. Ciò si potrà fare opportunamente attraverso l'accostamento al Vangelo. n. 60 di I.C.1 La proposta formativa di questa prima tappa e, in particolare, la trasmissione dei contenuti del primo annuncio, pur accolti nella loro globalità, richiedono un congruo adattamento alle condizioni di ciascun candidato: alla sua educazione e cultura, alla sua condizione spirituale, ai suoi dubbi e pregiudizi. Soprattutto diversificata dovrà essere l'esposizione del messaggio cristiano secondo che il simpatizzante provenga dalla non credenza, da una religione monoteistica, da altre religioni, da nuovi movimenti religiosi o sette. n. 61 di I.C.1 La durata del precatecumenato dipende dalla grazia di Dio e dalla collaborazione di ciascun candidato. Non è possibile stabilire a priori un definito cammino formativo, né si può fissare in anticipo la data della sua conclusione. Durante tutto il processo di iniziazione cristiana, soprattutto in questa prima fase, occorrono flessibilità, adattamento, paziente attesa e rispetto della libertà e dei tempi di crescita di ognipersona. È auspicabile, però, che il tempo del precatecumenato abbia una durata di almeno alcuni mesi per assicurare una responsabile scelta, una iniziale sincera fede e una prima vera conversione. 2: n. 30 di I.C.1 Coloro che manifestano alla Chiesa la volontà di diventare suoi membri, sono pubblicamente accolti attraverso il rito di ammissione al catecumenato, una celebrazione con la quale la Chiesa “notifica la loro accoglienza e la loro prima consacrazione” (R.I.C.A. n. 14). Prima del rito di ammissione è previsto un giudizio di idoneità dei candidati. “Spetta ai pastori, con l'aiuto dei 'garanti', dei catechisti e dei diaconi, giudicare i segni esterni”, dei catechisti e dei diaconi, giudicare i segni esterni” della giusta disposizione (R.I.C.A. n. 16). Decisivo è l'apporto dei garanti, che, dopo avere conosciuto e aiutato i candidati nel loro cammino, li presentano alla Chiesa e testimoniano sei loro costumi, della loro fede e delle loro intenzioni (cfr. R.I.C.A. n 42 e 71). Oltre alla valutazione dei motivi della scelta cristiana, si richiedono nei candidati per la loro ammissione tra i catecumeni: l'assimilazione dei primi elementi della vita spirituale e della dottrina cristiana; l'inizio della conversione, la volontà di mutare vita e di entrare in rapporto con Dio attraverso Cristo; un incipiente senso della penitenza e un avvio alla preghiera; una prima esperienza della comunità e della spiritualità cristiana (R.I.C.A. n. 15). Con il discernimento si dovrà prendere atto di una effettiva conversione, anche se iniziale. Alcuni criteri di valutazione, precisati in forma concreta, saranno utili per meglio chiarire operativamente le mete del precatecumenato e per evidenziare la responsabilità materna della Chiesa. La celebrazione dell'ammissione, tenuta “in giorni stabiliti nel corso dell'anno” (R.I.C.A. n. 69), con l’auspicata partecipazione attiva della comunità cristiana (cfr. R.I.C.A. n. 70), prevede l'accoglienza dei candidati alla porta della chiesa, il segno della croce sulla fronte e sui sensi e, se si ritiene utile, l'imposizione del nome cristiano; quindi, entrati in chiesa, si ha la liturgia della Parola con la possibile consegna dei Vangeli, infine la preghiera per i catecumeni e il loro congedo. Il rito di ammissione al catecumenato è la prima tappa liturgica dell'iniziazione. Significa e consacra l'iniziale conversione. I candidati, accolti tra i catecumeni, vengono considerati cristiani, anche se in modo imperfetto, e già appartenenti alla Chiesa. “Da questo momento i catecumeni, che la madre Chiesa circonda del suo affetto e delle sue cure come già suoi figli e ad essa congiunti, appartengono alla famiglia di Cristo” (R.I.C.A. n. 18). n. 62 di I.C.1 Solo quando il nuovo credente ha raggiunto un'adeguata, seppure iniziale, crescita spirituale e manifesta la seria volontà di essere discepolo di Cristo e di chiedere il Battesimo, può essere pubblicamente accolto tra i catecumeni: attraverso il rito dell'ammissione al catecumenato “i candidati manifestano alla Chiesa la loro volontà e la Chiesa…ammette coloro che intendono diventare suoi membri” (R.I.C.A. n. 14). Può essere opportuno che il candidato esprima la sua scelta cristiana indirizzando al parroco e eventualmente al Vescovo una domanda scritta, nella quale dichiara la libera volontà di diventare cristiano, ne precisa le motivazioni e si impegna ad approfondire la sua formazione in vista del Battesimo. n. 63 di I.C.1 Prima della celebrazione del rito di ammissione è richiesto un giudizio d'idoneità del candidato. Dovranno essere valutati i motivi della sua scelta cristiana e soprattutto la sua crescita spirituale secondo i requisiti del R.I.C.A., richiamati in precedenza. La valutazione compete ordinariamente al parroco con l'aiuto dei garanti, dei catechisti e dei diaconi. Dovrà svolgersi secondo modalità e concreti criteri di valutazione previsti nel piano diocesano per il catecumenato. n. 64 di I.C.1 Il rito di ammissione al catecumenato “comprende l'accoglienza dei candidati, la liturgia della parola e il loro congedo” (R.I.C.A. n. 72). Dopo l'accoglienza i candidati ricevono il segno della croce in fronte e sui sensi, simbolo della protezione di Cristo e primo segno ecclesiale di appartenenza al Signore. Al termine della liturgia della parola si suggerisce il rito della consegna dei Vangeli, invito eloquente ad ascoltare la parola di vita e a conformare ad essa la propria esistenza. Sarà bene che al rito di ammissione al catecumenato possa partecipare attivamente l'intera comunità cristiana o una sua espressione, formata da amici, familiari, catechisti e sacerdoti. I nomi dei catecumeni, insieme a quelli dei loro garanti, vengono scritti nel “Libro dei catecumeni”, che preferibilmente dovrebbe essere conservato presso il Servizio diocesano al catecumenato. Tratto da Orientamenti e Norme, approvato da S. E. Mons. Vescovo il 5 marzo 2006 |