Le chiese di Pavia


Santi Gervasio e Protasio

  La nostra chiesa, la cui dedicazione ai Santi Martiri Gervasio e Protasio è già indizio di una storia che affonda le radici nei primi secoli del cristianesimo, è anche legata alla presenza e alla sepoltura del primo vescovo San Siro e del suo successore San Pompeo.

La storia

 Secondo la tradizione si tratterebbe della più antica chiesa di Pavia, eretta in età paleocristiana in un’area cimiteriale. 
L’intitolazione della chiesa si lega ai santi martiri dai cui resti, rinvenuti a Milano da Sant’Ambrogio nel 386, provengono le reliquie portate qualche anno dopo a Pavia dal terzo vescovo Invenzio. La presenza della sepoltura del proto-vescovo Siro e del Santo vescovo Pompeo suo successore ha indotto a ritenere che la chiesa fosse la prima cattedrale.
Risulta che nel XII secolo in San Gervasio sono presenti i benedettini cluniacensi, sostituiti nel XIII da benedettini cassinesi; in questo periodo la chiesa è oggetto di una ricostruzione in forme romaniche.
Presso la chiesa, a partire dal 1216, funziona una Confraternita di Disciplini che si occupa poi anche della gestione di un ospizio per i pellegrini, istituito per volontà testamentaria (1366) da Pietro Ferrari da Grado.
Nel 1500 passa in Commenda e nel 1534 Gerolamo Emiliani ottiene parte del complesso annesso alla chiesa per il ricovero degli orfani
Nel 1542, in seguito alla distruzione della chiesa di San Savino, i religiosi del Terz’Ordine di San Francesco ottengono di stabilirsi in San Gervasio.
Tra il 1712 e il 1718 si procede ad una ricostruzione radicale della chiesa, con il ribaltamento dell’orientamento originario. La nuova facciata viene rivolta a est, ad accogliere i fedeli provenienti da Via Sant’Invenzio. Questo comporta purtroppo la perdita della facciata romanica per lasciare spazio all’attuale abside e, dal lato opposto, la cancellazione dell’abside antica con l’attigua sacrestia per la realizzazione del nuovo prospetto.
Dopo la soppressione del convento (1782), la chiesa viene officiata dei canonici della collegiata di Santa Maria Gualtieri.
In età napoleonica la chiesa perde la qualifica di parrocchia (1805) e diventa sussidiaria di Santa Maria del Carmine, la quale al contrario da monastica era diventata parrocchiale.
Solo nel 1920 la chiesa dei Santi Gervasio e Protasio recupera finalmente il ruolo di parrocchia.

L’architettura

Resti della chiesa paleocristiana sono stati individuati da Panazza nei lati nord e ovest del primo e secondo ordine del campanile romanico.
Anche nel fianco della chiesa verso via Boezio si conservano porzioni di muratura romanica, con il relativo coronamento di archetti pensili.
Dell’età tardo rinascimentale sopravvive parzialmente la decorazione di un vano molto manomesso alla destra dell’attuale facciata chiesa, che corrisponde probabilmente alla sacrestia della fine del Cinquecento.
La facciata, dotata di un portico a tre luci allineato con il campanile, viene intonacata solo nella parte inferiore; l’interrompersi dei lavori lascia a vista la muratura della porzione superiore arretrata, con ampia apertura centrale e nicchie laterali, coronata da un elegante timpano di proporzione classica.
La planimetria irregolare della chiesa è corretta visivamente all’interno dalla rigorosa partitura delle pareti laterali che, secondo i dettami della Controriforma, definiscono un’aula unica, resa anche più profonda dal lungo coro a profilo poligonale.
L’interno è coperto da una grande volta a botte, unghiata in corrispondenza delle finestre.  

Questo testo è tratto dall'opuscolo "Le chiese di Pavia - San Teodoro" (a cura di Luisa Erba), ove sono contenute maggiori e più dettagliate informazioni.
Lo si può richiedere al parroco.
San Teodoro, parrocchia 
tel. 0382.21206
e-mail: santeodoro@parrocchie.diocesi.pavia.it